Oltre 240 aziende italiane adottano l’Intelligenza Artificiale: il report 2025 di Confindustria

Confindustria presenta il report “L’Intelligenza Artificiale per il Sistema Italia”, a cura del Sounding Board Intelligenza Artificiale presieduto dall’ing. Alberto Tripi. Il documento offre una panoramica aggiornata sull’adozione dell’IA in Italia, con oltre 240 casi reali attivi in più di 70 aziende operanti in settori chiave dell’economia nazionale.

Grazie a una mappatura dettagliata per settore e funzione aziendale, il report illustra come l’intelligenza artificiale stia trasformando positivamente processi produttivi, servizi al cittadino, mobilità, sanità, turismo e molto altro. Analizza inoltre la storia dell’IA, il livello di adozione in Italia e gli sviluppi della normativa europea, diventando uno strumento di riferimento per imprese, policy maker e stakeholder pubblici e privati.

L’analisi dei 241 casi studio provenienti da 76 aziende mostra come l’IA sia ormai strategica per R&D, innovazione, marketing e vendite mentre l’impatto appare più contenuto in produzione, logistica, sicurezza ICT e controllo contabile. Le aziende italiane, soprattutto PMI, hanno adottato modelli generativi di IA per personalizzare processi e servizi con applicazioni in settori come Health & Life Sciences, Manufacturing, Mobility, Pubblica Amministrazione e Turismo e funzioni aziendali che spaziano da Operations e HR a Customer Service, R&D, Sales & Marketing, Finance e Quality Control.

Il report evidenzia l’importanza di accompagnare le aziende nell’adozione dell’IA, dalla gestione dei dati alla comprensione delle implicazioni sul lavoro e sulla produttività. Iniziative e progetti come quelli portati avanti dalle Reti Innovative Regionali possono avere un impatto significativo sul modo in cui le imprese comprendono, accolgono e integrano le nuove tecnologie contribuendo a costruire un’industria più innovativa, inclusiva e sostenibile.

SCARICA IL REPORT COMPLETO: https://public.confindustria.it/repository/2025/06/19100744/documenti-lintelligenza-artificiale-per-Report-IA-per-il-Sistema-Italia.pdf.

Approfondimento – Cresce l’industria robotica in Italia: applicazioni, ostacoli e scenari futuri

Il 2021 ha segnato un nuovo record per l’industria italiana della robotica, con un aumento della produzione del 6,6% rispetto al 2020 e un orizzonte di crescita stimato in 260 miliardi di dollari al 2030.

Al netto però dei dati incoraggianti in termini di produzione e integrazione, le aziende italiane sembrano riluttanti ad affidare tutte le attività alla robotica. Infatti, la maggior parte delle aziende manifatturiere italiane è concorde nel delegare ai robot solo una parte delle proprie attività.

Secondo gli studi, ci sono due nodi fondamentali che limitano l’utilizzo dei robot in ambito industriale: il primo aspetto riguarda gli elevati costi di acquisizione, mentre il secondo ha a che fare con le difficoltà legate alla loro implementazione, ossia la capacità degli addetti di gestire in modo più efficiente determinate attività rispetto a quanto farebbero le macchine.

Nonostante questi limiti, i dati ISTAT su imprese e ICT che contribuiscono alle previsioni di crescita sono incoraggianti nel quadro della struttura del Paese al 2022 in relazione all’adozione della robotica, anche se dal punto di vista della distribuzione regionale, il divario è estremamente ampio: se si sommano i dati delle regioni del Nordest e del Centro Nord, la media delle imprese che utilizzano robot al Nord è del 10%, contro il 6,4% del Centro e il 7,3% al Sud. Guardando alla classe dimensionale d’impresa, c’è una chiara proporzionalità tra dimensione d’impresa e adozione della robotica. Infatti, le percentuali più basse si riscontrano nelle piccole imprese (10-49 dipendenti), con numeri in aumento man mano che aumenta il numero di dipendenti. Ad esempio, per le aziende nella classe dimensionale 100-249 dipendenti, il 24,1% di esse utilizza robot, mentre per le aziende con 250 o più dipendenti, questa cifra è pari al 29,8%.

In generale, nel 2022 in Italia il 14% delle PMI aveva già introdotto robot in azienda, e attualmente la metà delle Pmi italiane sta pianificando la loro introduzione nei processi produttivi. Questo perché le principali motivazioni che spingono le imprese ad utilizzare un robot per le proprie attività sono principalmente tre: garantire un’elevata precisione o una qualità standardizzata dei processi e/o dei beni e servizi prodotti, migliorare la sicurezza sul lavoro e, da ultimo, ampliare la gamma di beni prodotti o dei servizi forniti dall’impresa.

La robotica offre inoltre un nuovo modo di pensare l’automazione e i robot rappresentano una delle principali leve per aumentare l’efficienza dei sistemi produttivi. Lo sa bene l’Italia, che a livello europeo, è il secondo mercato di robot dopo la Germania e il sesto paese al mondo per numero di installazioni robotiche nelle imprese.

Curiosità in merito a quali tipologie di robot sono maggiormente utilizzati dalle imprese italiane?

A questo link l’analisi di Sofia Brunelli, per Agenda Digitale, su dati BCG (2021) – Robotics Outlook 2030, ISTAT (2022) – Report Imprese e ICT e IFR (2022) – World Robotics 2022.